PORTABAGAGLI ABUSIVI, LA PROCURA: “È RAPINA”
Si aggrava la posizione processuale di due presunti portabagagli abusivi arrestati a Venezia nell'ambito di un'indagine della Squadra Mobile. La giudice per le indagini preliminari ha infatti riqualificato una delle accuse: non più furto con strappo, ma rapina, un reato considerato più grave.
Per i due indagati, cittadini romeni, è stata confermata la custodia cautelare nel carcere di Santa Maria Maggiore. Alla base della decisione, secondo il giudice, il rischio di reiterazione del reato e il possibile inquinamento delle prove. Durante l'interrogatorio gli arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere; è stato inoltre necessario richiedere un interprete.
L'episodio al centro dell'inchiesta risale al 10 marzo scorso e riguarda una presunta tentata estorsione con sottrazione di denaro ai danni di due turisti giapponesi. Tra gli elementi valutati dagli investigatori anche i rapporti tra i soggetti coinvolti e il possibile ruolo di un minore, la cui posizione è ora all'attenzione della Procura per i Minorenni.
L'indagine si inserisce in un più ampio filone investigativo contro i cosiddetti porter abusivi, spesso attivi nelle aree più frequentate dai turisti. Tra le prove raccolte figurano anche immagini video acquisite dalla Polizia Locale.
Intanto il Comune vara nuove misure per regolamentare il settore: l'assessore al Commercio Sebastiano Costalonga ha annunciato un piano per realizzare 36 postazioni dedicate ai portabagagli autorizzati, con l'obiettivo di rendere operativo il protocollo entro un mese.