FRANCESCO POTEVA ESSERE SALVATO: LA PERIZIA
Sarebbe potuto essere salvato rispettando i protocolli chemioterapici e chirurgici previsti dalla scienza medica Francesco Gianello, il ragazzo vicentino di 14 anni morto di tumore nel gennaio 2024, per il quale i genitori si sarebbero invece affidati al cosiddetto "metodo Hamer".
Lo affermano i periti nella relazione per la quale erano stati incaricati dalla Corte d'Assise di Vicenza, davanti alla quale i genitori sono imputati per omicidio volontario con dolo eventuale, e che è stata depositata in queste ore in tribunale.
Due anni dopo la morte di Francesco nelle aule di tribunale continua il dibattimento e la prossima udienza è stata fissata il 16 settembre.
La relazione dei periti introduce una nuova ipotesi, ovvero il forte sospetto che le sostanze alternative usate dai genitori abbiano avuto un effetto nocivo e tossico diretto sull'organismo del quattordicenne. I seguaci del metodo Hamer potrebbero avere infatti usato farmaci neurotossici come l’Artemisia, che potrebbero avere accelerato il decorso della malattia, in contrasto con le cure ufficiali. Una teoria che contrasta le conclusioni della difesa, che sosteneva la mancanza di nesso di causa tra le scelte dei genitori e il decesso del figlio.