GUERRA IN IRAN:UN SALASSO PER LE FAMIGLIE VICENTINE
Le famiglie iniziano a fare i conti con la guerra in Iran e i conseguenti rincari delle varie voci di spesa, come ad esempio i carburanti, che incidono nel bilancio familiare. Incrociando gli scenari sull’andamento dell’inflazione elaborati dal World Economic Forum, Banca d’Italia e Confindustria con le voci di spesa medie delle famiglie vicentine, l’Ufficio Studi Cisl Vicenza stima che se la guerra terminasse immediatamente, l’inflazione registrata in provincia di Vicenza su base annua sarebbe comunque pari a +2,8%, con una conseguente spesa maggiore per famiglia di circa 480 euro. Se invece la guerra dovesse protrarsi anche solo per altri tre mesi, l’inflazione nel Vicentino arriverebbe al 4,2%, con una spesa aggiuntiva non preventivata di 960 euro per ogni famiglia. Infine, se la guerra proseguisse fino a fine anno, i costi aggiuntivi per ogni famiglia vicentina sarebbero pari in media a 1.650 euro, oltre una mensilità netta di stipendio medio. Il contesto è questo: continua perdita del potere d’acquisto, prezzi che a Vicenza in 10 anni sono cresciuti del 22 %, risparmi erosi e spinta verso la la soglia di povertà per quella fascia di popolazione che pur avendo un lavoro non riesce più a far fronte alle spese. Alcune leve importanti per mitigare la crisi possono essere attivate e gestite anche a livello territoriale.