PESTAGGIO A BELLUNO: SI DIMETTE ASSESSORE DAL PONT
Il brutale pestaggio in centro a Belluno: un fatto che da cronaca travolge la politica. Era la notte del 22 marzo scorso, quando un gruppetto di sei ragazzi, due maggiorenni e quattro minorenni, aveva preso di mira uno straniero tra le vie del capoluogo bellunese. Una brutale aggressione tra calci e pugni, tra denigrazioni e risatine, che i sei bulli avevano avuto l'ardire di riprendere coi loro telefonini e poi di pubblicare persino in rete.
La scorsa settimana la Questura di Belluno era riuscita finalmente a individuare e identificare, tutti e sei i giovani protagonisti del pestaggio. E oggi, oltre alla denuncia per lesioni aggravate in concorso e alle conseguenze penali che tutti e sei dovranno affrontare di fronte alla giustizia, anche quella minorile, la Divisione Anticrimine della questura bellunese ha deciso di spiccare per i sei giovani anche la misura preventiva del divieto di accesso e di stazionamento in tutti i pubblici esercizi del centro di Belluno, come bar, locali e ristoranti. Per tutti e sei la durata del provvedimento è di un anno, ma se per tre di loro il divieto vale solo nelle ore serali, per altri tre si applicano all’intera giornata.
Una vicenda che, oltre a destare grande indignazione in città, e a lanciare un serio allarme per un episodio che a Belluno non si era ancora mai registrato, ha scatenato anche una bufera politica. tra i sei ragazzi denunciati, infatti, c'era anche il figlio (uno dei due maggiorenni) di Marco Dal Pont, assessore al sociale della giunta bellunese. Assessore che, dopo quanto avvenuto e dopo l'eco mediatica scatenatasi sul la vicenda, ha rassegnato poche ore fa le sue dimissioni rimettendo il mandato nelle mani del sindaco, Oscar De Pellegrin. "Alla luce di quanto accaduto e dal coinvolgimento della mia famiglia, ho ritenuto opportuno rimettere le deleghe nelle mani del sindaco", ha scritto Dal Pont in una lettera, "Una decisione che non deriva in alcun modo dal mio operato amministrativo, ma esclusivamente dalla volontà di evitare strumentalizzazioni o imbarazzo e difficoltà al lavoro di questa giunta".