MELONI: “LA MIA EUROPA NON È QUELLA DI VENTOTENE”
Non si arrestano le polemiche dopo l’intervento di Giorgia Meloni alla Camera. La premier si è presentata nella giornata di ieri nell’Aula di Montecitorio ed ha scatenato l’ira delle opposizioni. Oggetto di grande dibattito sono state le forti critiche della premier all’idea di Europa sostenuta dalla sinistra con un attacco esplicito al Manifesto di Ventotene.
Mentre Meloni leggeva alcuni sprazzi del testo gli animi si sono scaldati, tanto che alla fine del suo discorso il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, è stato costretto a sospendere la sessione in due occasioni.
Perché Meloni ha citato Ventotene?
Perché è caposaldo del percorso che ha portato verso un’Europa unita. Fu scritto nel 1941 da antifascisti quali Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, con il contributo di Eugenio Colorni quando il regime li obbligò al confino nell’isola tirrenica di Ventotene. Scopo del manifesto era quello di creare delle forze politiche esterne ai partiti nazionali e portare un’ideologia europeista capace di istituire una federazione europea composta da un parlamento e un governo democratico dotato di poteri reali.
Dopo le affermazioni della Meloni, le repliche non si sono di certo fatte attendere. Gli interventi si sono succeduti nel pomeriggio di fronte però allo scranno vuoto della presidente del Consiglio che nel frattempo era già in volo per Bruxelles.
Per il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, questa sarebbe una polemica ad arte creata da Meloni, impegnata oggi nel Consiglio Europeo per varare il piano di riarmo.
Secondo Elly Schlein, invece, la premier con questo intervento oltraggia la memoria europea.
Di diversa opinione è per la Lega Luca Toccalini che ritiene sia assurdo accusare di fascismo chi è contro l’abolizione della proprietà privata.