VIOLENZA GIOVANILE, ALLARME IN VENETO
Episodi più rapidi, più visibili e amplificati dai social network. Anche in Veneto è allarme devianza giovanile.
Il rapporto di Save the Children “(Dis)armati”, evidenzia come negli ultimi anni sia cambiato il modo in cui gli adolescenti esprimono la violenza.
La regione registra uno dei livelli più alti in Italia di minorenni tra i 14 e i 17 anni denunciati o arrestati per reati come lesioni personali, rapina e minaccia.
Uno degli elementi più preoccupanti è la diffusione dei coltelli tra i giovanissimi.
Per molti ragazzi uscire armati diventa una forma di difesa, ma secondo gli esperti si crea quello che viene definito un “cortocircuito della paura”: si porta un’arma per sentirsi più sicuri, ma così cresce il rischio che una lite o un conflitto degenerino.
Intanto la violenza diventa anche spettacolo.
I social network sono il luogo dove molti episodi vengono filmati e condivisi: la ricerca di visibilità e consenso spesso supera il timore delle conseguenze.
Dietro questi comportamenti, però, emergono anche fragilità profonde.
Gli adolescenti appaiono sempre più “armati” nella realtà, ma allo stesso tempo più disarmati sul piano emotivo e relazionale: paura del futuro, conflitti familiari, isolamento, fino a casi di autolesionismo, tentati suicidi e dipendenze.
In questo contesto anche la musica diventa uno strumento di espressione.
Generi come trap e rap raccontano rabbia, marginalità e desiderio di riscatto, diventando per molti ragazzi uno dei pochi modi per farsi ascoltare da un mondo adulto che spesso percepiscono distante.
Per gli esperti, la sfida ora è intervenire prima che la paura e la violenza diventino linguaggi quotidiani tra i più giovani.