LA FESTA DI S. LEOPOLDO: “PER UNA PACE POSSIBILE”
Martedì 12 maggio Padova celebra del suo frate più celebre e venerato. San Leopoldo Mandic, frate cappuccino e confessore della città, viene ricordato con le solenni celebrazioni liturgiche che, nel santuario di piazzale Santa Croce, vedranno riti e liturgie animare tutta la giornata di martedì. Una festa che quest'anno porta con sé anche due coincidenze particolari: oltre alla solennità del Santo, nel 2026 si ricordano sia il decennale della traslazione e dell'ostensione del suo corpo per volere di Papa Francesco, sia il 1650esimo avversario dalla nascita, avvenuta proprio il 12 maggio del 1886. Un rito a cui la città parteciperà come sempre con grande devozione e commozione: quattro messe al mattino, animate da diversi celebranti tra i rettori e gli abati di Santa Giustina e del Santo, poi altre tre nel pomeriggio che culmineranno con la messa delle ore 19, presieduta dal vescovo Claudio e osservata anche dalle istituzioni cittadine e regionali. E soprattutto da parte di quei padovani che, in tanti, lo hanno sempre raccontato e considerato un santo, prima ancora della sua canonizzazione arrivata nel 1983.
Una figura speciale, quella di san Leopoldo Mandic. Un frate diventato confessore di chi soffre, delle malattie più aggressive, ma anche delle malattie spirituali. Tanto che sono in moltissimi, ancora oggi, ogni giorno in santuario, a invocarne l'intercessione e a chiedere che il mondo, e la società di oggi, recepiscano la sua parola e il suo insegnamento.