NEGOZI DI VICINATO, AL VIA LA RACCOLTA FIRME
I centri storici si stanno svuotando. In 10 anni 140mila negozi in Italia hanno abbassato le saracinesche definitivamente. E mentre si chiudono i negozi di vicinato (in un comune su 8 non esiste più un’attività commerciale di base) le città si riempiono di pacchi con il commercio online in forte aumento. Oltre che risvolti economici questo fenomeno ha conseguenze sociali e di sicurezza; non dimentichiamo che le attività commerciali sono luoghi di relazione e di presidio del territorio. Per fermare questa tendenza, Confesercenti ha depositato in corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare, pubblicata nella gazzetta ufficiale il 19 marzo scorso. Per portare il testo in Parlamento ora servono almeno cinquantamila firme.
Il cuore della proposta è l’istituzione di zone economicamente speciali di prossimità: aree urbane individuate a livello regionale in cui avviare programmi mirati di rilancio delle attività di vicinato che prevedano un regime fiscale di vantaggio per le imprese, misure di sostegno finanziario e semplificazioni amministrative. A sostegno di queste misure una quota della tassazione sulle vendite online, quale finanziamento specifico. Il comune di Padova aderisce all’iniziativa.
Si può firmare la proposta in uno dei banchetti di raccolta firme che saranno allestiti in tutte le città oppure si può sostenere l’iniziativa on line nella piattaforma del ministero della giustizia cui si accede tramite identità elettronica.