OMICIDIO DI FONTANIVA, VIOLETTO RIMANE IN CARCERE
Rimane in carcere Moreno Violetto, il carpentiere di 45 anni arrestato e detenuto al Due Palazzi dello scorso 13 dicembre, quando venne fermato con l'accusa di aver ucciso il vicino di casa, Fatos Cenaj. L'uomo era stato ucciso a Fontaniva nella mattinata del giugno scorso, in una strada di campagna, raggiunto alla tempia da un proiettile che per mesi era rimasto senza un'arma e una mano, e che dopo tre giorni di agonia in ospedale gli era costato la vita.
Nessun'ombra, nel passato della vittima, ex guardia carceraria in Albania e poi trasferito in Italia, freddato mentre in bicicletta stava raggiungendo una cooperativa in cui da qualche mese si dava da fare, dando una mano nelle faccende quotidiane. Dopo mesi di minuziose indagini, i carabinieri a dicembre sono arrivati a chiudere il cerchio nei confronti del vicino di casa. Che oggi,. dal Tribunale del Riesame, si è visto respingere la richiesta di scarcerazione.
A far pendere la decisione verso la ricostruzione degli inquirenti, in queste settimane, ci son state anche altre due nuove prove, emerse nei confronti del sospettato. La prima è il ritrovamento, in un bidone del giardino di casa propria, di un proiettile confezionato artigianalmente: per i Carabinieri, sarebbe la prova della passione di Violetto per le armi, un fatto rilevante perché rafforza anche il sospetto - non essendo mai stato trovato il bossolo del proiettile che uccise Cenaj - che la pistola utilizzata per il delitto fosse a sua volta di fabbricazione artigianale. Secondo aspetto, è l'analisi sui sistemi di videosorveglianza dell'abitazione del presunto assassino, che si è scoperto essere stati manomessi: l'indagato, per darsi un alibi nei frangenti dell'omicidio, avrebbe manipolato le immagini contenute nei dischi delle registrazioni. Un quadro che, dopo le indagini dei carabinieri, esce insomma rafforzato: è stato per questo, che il Riesame di Venezia ha confermato per il 58enne la custodia cautelare in carcere.