SIGILLI APPOSTI A IMPRESA TESSILE APRI E CHIUDI
I finanzieri del Comando provinciale di Padova e il personale dell'Ispettorato del Lavoro hanno sequestrato un laboratorio tessile a Vigonza, nel Padovano, gestito con la tecnica delle imprese 'apri e chiudi' gravate da debiti verso l'Erario per oltre 2,5 milioni di euro. Nel laboratorio, di circa 80 metri quadri, i militari della Guardia di Finanza hanno individuato , condizioni di assoluto degrado e pericolo, oltre all'impiego di due lavoratori in nero. I finanzieri hanno quindi proceduto con il sequestro d'urgenza, poi convalidato dal gip di Padova, dell'immobile, di dieci macchinari e di dieci banchi da lavoro.
L'amministratore del laboratorio, che operava sulla base di commesse ricevute da imprese locali, è stato segnalato alla Procura per violazione delle norme volte a prevenire gli incendi e gli infortuni sui luoghi di lavoro e impiego di manodopera clandestina. Inoltre, sono state segnalate "violazioni alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, tra cui la mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi, l'omessa costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile, l'omesso assolvimento degli obblighi di formazione".
Dai successivi accertamenti, sono emerse inoltre pendenze tributarie per circa 2,6 milioni di euro da parte delle quattro ditte, tutte amministrate da stranieri, che dal 2008 hanno gestito il laboratorio tessile. Secondo le indagini, si trattava di vere e proprie "apri e chiudi" che, dopo essere divenute insolventi con l'Amministrazione finanziaria hanno sistematicamente trasferito personale e macchinari in una nuova impresa costituita ad hoc, la quale ha continuato a operare nello stesso luogo e con gli stessi clienti e fornitori, cambiando solo ragione sociale e partita Iva.