EX DOCENTE DI RELIGIONE PICCHIA LA FIGLIA PER ANNI
Quattro anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici oltre al risarcimento danni pari a 90 mila euro. Finisse così potrebbe essere una delle tante sentenze emesse in uno dei tanti tribunali italiani se non fosse che il condannato è un ex docente di religione di un istituto della bassa padovana e la vittima è sua figlia. Anni di botte e vessazioni denunciate anche dalla madre ai Carabinieri che però all'epoca dei fatti non avevano portato a nessun procedimento nei confronti dell'uomo. A decidere che fosse arrivato il momento di dare un freno all'incubo la vittima che assistita da una legale ha portato l'uomo a giudizio presso il Tribunale di Rovigo che in questi giorni ha emesso la sentenza. A causa delle botte subite per futili motivi, la ragazza oltre al trauma psicologico deve convivere con un danno fisico permanente che le impedisce di svolgere attività lavorative. Il violento quotidiano vissuto dalla ragazza purtroppo risalirebbe a diversi anni fa. Oggi infatti sarebbe davvero impensabile viste le nuove leggi in materia di violenza di genere che una ragazza possa venire dimessa con prognosi a 15 giorni da un Pronto Soccorso, come accadde alla vittima in questione per le percosse ricevute, senza che la cosa venga segnalata alle Forze dell'Ordine. Stesso discorso per le due denunce effettuate dalla madre della vittima nel 2013 e 2016 ai Carabinieri. Oggi grazie alla nuova normativa 'Codice Rosso' i Militari dell'Arma o in generale le Forze dell'Ordine hanno strumenti repressivi più efficaci e ricevuta denuncia o querela, devono attivare immediatamente un iter d'indagine con "presunzione di urgenza", trasmettere gli atti al Pubblico Ministero senza ritardo e informare la vittima sui suoi diritti e sui centri antiviolenza. Nel frattempo il padre della giovane dovrà versare 90 mila euro e scontando la pena detentiva e fare i conti con la propria coscienza.