ALLARME ACQUA, FONTANE SPENTE A PADOVA E CHIOGGIA
L'emergenza idrica corre veloce e le piogge delle ultime ore servono a poco. Venerdì mattina, qualche temporale ha attraversato finalmente anche il veneto, ha creato qualche disagio e abbattuto qualche albero nel trevigiano, ma di certo non è bastato per riempire nuovamente gli invasi e le falde acquifere, oltre che per ridare ossigeno ai fiumi, ormai su livelli così bassi da costringere i bacini di Po e Adige già da giorni a chiudere i rubinetti e a fermare momentaneamente le irrigazioni agricole in certe zone del basso Veneto.
Prossima osservata speciale, diventa ora l'acqua potabile e la crisi idrica in corso sta spingendo i primi comuni ad intervenire anche con apposite ordinanze. La situazione più problematica è attualmente quella do Chioggia, città che pesca l'acqua del suo acquedotto direttamente dall'Adige. Dove però la portata è talmente bassa che il mare sta risalendo per chilometri nell'entroterra, costringendo l'impianto di potabilizzazione Cavanella d'Adige, dove si pesca direttamente dal fiume la risorsa idrica per la città, a fermarsi, perché ormai a venire su è acqua sempre più salata.
Il sindaco, mauro Armelao, a malincuore ha dovuto prendere i primi provvedimenti: stop all'utilizzo delle fontane ornamentali pubbliche, a Chioggia, spente con un'ordinanza firmata dal primo cittadino.
Situazione che anche a Padova comincia a raggiungere livelli di guardia: anche qui il sindaco, Sergio Giordani, ha emanato la prima ordinanza di razionamento dell'anno. Limitazioni, per i cittadini, all'uso dell'acqua non essenziale, cercando di combattere gli sprechi e contenere i consumi non essenziali.
Da oggi, a Padova è quindi9 vietato usare l'acqua dell'acquedotto pubblico per lavare cortili e piazzali, lavare auto, riempire vasche o piscine che non abbiano impianti di ricircolo. Dalle 6 alle 24, è quindi fatto divieto di utilizzare acqua potabile per annaffiare orti, giardini, prati e aree verdi, tranne per i sistemi a goccia. E ugualmente, anche a Padova vengono spente le fontane senza ricircolo, come quelle di piazza delle Erbe e del Caffè Pedrocchi.
"Adottare comportamenti responsabili, almeno fino alla fine dell'emergenza", dicono i sindaci. Le ondate di calore non si fermeranno, e l'allerta gialla per le temperature rimane in vigore fino a sabato compreso. Da sabato pomeriggio potrebbe però arrivare ancora qualche temporale, forse sì (stavolta) rinfrescando l'aria per almeno un paio di giorni: gli agricoltori sono i primi ad incrociare le dita.