AUTONOMIA IN AULA A FINE AGOSTO, PRIMA IL FINE VITA
A Palazzo Ferro Fini arriva, in un'estate già di suo non perfettamente spensierata e vacanziera, il decreto nazionale sull'autonomia differenziata. Ossia il testo, approvato da Palazzo Chigi e dalle camere, che i quattro consigli regionali interessati - Veneto in prima fila - devono analizzare e approvare, pronti per essere poi rispediti al Parlamento per il il via libera definitivo e il conferimento di particolari competenze alle regioni sulle prime quattro materie: protezione civile, professioni, previdenza complementare e tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica.
Naturale che per il presidente Stefani (relatore a suo tempo alla Camera della legge Calderoli) e per tutta la Lega, portabandiera del provvedimento, sia essenziale varare in tempi brevi il testo: il Veneto vuole essere la prima regione a farlo, e allora l'accelerata degli appuntamenti in Consiglio è inevitabile. Prima, però, bisogna portare alla discussione e al voto dell'aula il fine vita, legge di iniziativa popolare che non può attendere ulteriormente, avendo già atteso quasi sei mesi negli uffici ed essendo stato calendarizzato prima della pausa estiva, e poi rimandato a settembre.
Mentre le commissioni stanno perciò già vagliando il testo sull'autonomia in queste ore, toccherà alla conferenza dei capigruppo, convocata per il 24 agosto, stilare il calendario dell'aula. Il primo consiglio regionale dopo la chiusura estiva dovrebbe essere convocato per il 31 agosto: tratterà il fine vita e poi, a seguire, l'autonomia differenziata. Dopodiché il Consiglio, come da prassi, darà mandato al Presidente Alberto Stefani per la sottoscrizione formale dell’intesa col governo.
"Il traguardo è sempre più vicino", ha detto l'assessore regionale al bilancio, Filippo Giacinti, che ha partecipato ai lavori in prima commissione. "La giunta ha già adottato il 5 agosto gli schemi definitivi delle intese, recependo e integrando le indicazioni e le garanzie contenute negli atti di indirizzo delle Camere". Critiche invece le opposizioni, con il capogruppo dem Giovanni Manildo che sottolinea: "Ciò che manca è la sostanza finanziaria dell’impianto proposto. Non c’è alcun motivo per cui questo provvedimento venga anteposto alla discussione sul fine vita, che invece è sì un provvedimento realmente essenziale, urgente e utile alle persone".