BACINI DI ACCUMULO, UN’ESIGENZA PER IL VENETO
Come affrontare il cambiamento climatico in Veneto? La siccità è diventato un problema frequente e la regione deve disporsi di nuove misure per gestire la mancanza d’acqua.
La crisi idrica sta colpendo tutti i settori, dall’agricolo all’industriale.
Ad esprimere preoccupazione è Legambiente Veneto. Per l’associazione le misure di emergenza non bastano più. Bisogna agire sul lungo termine.
Ma quali strategie si potrebbero adottare?
Per Legambiente, il mondo agricolo ha bisogno di coltivazioni che richiedono un consumo d’acqua ridotto. Anche utilizzare i pannelli solari garantirebbe alle colture una maggior resilienza durante la siccità.
Ma non solo.
Il Veneto deve munirsi di bacini di accumulo. A differenza dei bacini di laminazione, che immagazzinano l’acqua piovana durante le inondazioni invernali, questi la raccolgono per rilasciarla nei periodi di siccità. Attualmente il Veneto non dispone di queste infrastrutture, ma sono destinate ad aumentare nei prossimi anni.
Infatti, sono previsti trenta nuovi bacini di accumulo e invasi diffusi tra colline, pianura e monti.
Insomma, le misure temporanee non sono più sufficienti. Servono nuovi interventi.