SI PERDE CERCANDO FUNGHI, RITROVATO SENZA VITA
E’ stato ritrovato senza vita il cercatore di funghi disperso nel bellunese. Lunedì mattina il 68enne di Pianiga nel veneziano aveva parcheggiato vicino al rifugio Migon a Rocca Pietore prima di allontanarsi a piedi. A lanciare l’allarme è stata la moglie che verso le 10.30 ha sentito il marito. L’uomo le aveva detto di non sapere dove si trovava. Poi il suo cellulare ha continuato a suonare libero senza risposta, finché non si è scaricato. 60 persone del soccorso alpino supportate dagli elicotteri della guardia di finanza e dei vigili del fuoco lo hanno cercato concentrandosi nella zona di malga Laste. Durante una ricognizione dall’alto, il corpo è stato individuato su un ghiaione in fondo a un canale. Probabilmente il 68enne è scivolato ruzzolando fino a valle.
Quanto accaduto non è un caso isolato. Tra agosto e settembre ogni anno sono decine le persone in tutta Italia che muoiono nei boschi mentre sono in cerca di funghi. Un’attività che richiede prudenza. Cercare funghi è pericoloso per le caratteristiche peculiari di questa ricerca, come la presunta necessità di avventurarsi nei boschi da soli e spesso senza comunicare a nessuno gli spostamenti per non svelare i luoghi più proliferi. Un altro rischio riguarda il terreno: i fungaioli non seguono i sentieri battuti e segnalati, ma entrano nei boschi avventurandosi in zone ripide dove è facile scivolare. Per di più lo fanno dopo giornate di pioggia, condizione più favorevole alla ricerca, ma più rischiosa per le escursioni. Un altro rischio è dovuto alla scelta dell’attrezzatura. I cercatori di funghi utilizzano i classici stivali verdi, che non proteggono da distorsioni della caviglia. Meglio invece indossare scarponi da montagna.