CASA BREDA È DI ALTAVITA-IRA: COMINCIA LA RINASCITA
Comincia da oggi, la nuova vita del complesso Breda acquistato all'asta, dopo il fallimento della fondazione, da Altavita-IRA. A Ponte di Brenta è andato in scena la più che simbolica consegna delle chiavi: dopo essersi aggiudicata il complesso a febbraio scorso all'incanto con un'offerta di poco più di 5 milioni e mezzo di euro, l'Ipab padovana con sede in piazza Mazzini ha potuto per la prima volta prendere materialmente in gestione gli edifici, con la consegna delle chiavi da parte del notaio giudiziale.
«Restituiremo ai padovani quanto generosamente regalato da Vincenzo Stefano Breda», ha detto il presidente di Altavita, Stefano Bellon. «Quanto prima ripristineremo luoghi e funzioni del complesso riconsegnandolo alla comunità padovana, secondo la sua missione originaria: i servizi socio-assistenziali».
E il lavoro da fare non sarà poco, visto che il complesso è enorme e giace in stato di abbandono da diversi anni, come dimostrano queste immagini interne. La casa di riposo, bersaglio di alcuni atti vandalici durante il mese di maggio, era stata in alcune sue parti messa a soqquadro da tre giovani, poi beccati e denunciati dalla Polizia, che avevano pensato bene di svuotare estintori nelle stanze, dare fuoco agli arredi, gettando all'aria barelle, letti, sedie e servizi igienici. Ma non è questa l'unica struttura di cui oggi Altavita-Ira entra in possesso: l'intero complesso è costituito infatti da Casa di Soggiorno per Anziani e Residenza Sanitaria Assistenziale, due presidi socio-sanitari di fondamentale importanza per una società che invecchia, oltre che un patrimonio storico della città, a cui si aggiungono il Quirinale, un edificio da circa venti appartamenti singoli, e la Casa Rosa visibile da via San Marco, chiusi ormai da trent'anni: un totale di circa 55 mila metri cubi insistenti su un'area di 14 mila metri quadri di estensione.