DA PADOVA A BOLZANO PER RIPULIRE GLI ATM: ARRESTATI
Partivano da Padova e si dirigevano in Alto Adige, con l'obiettivo di svaligiare gli sportelli bancomat della zona con un a tecnica particolare, quella del cosiddetto “jackpotting”: il collegamento di apparecchi elettronici agli sportelli bancari automatici così da interferire e compromettere il sistema informatico e di prelevare denaro illecitamente.
A finire in manette, fermati dai Carabinieri del comando provinciale di Bolzano, sono stati due uomini di origine moldava, ma residenti proprio a Padova, che da tempo erano finiti nel mirino dei militari. Erano sospettati di aver tentato già tre colpi a Nova Ponente, a Corvara e in Val di Vizze, tanto che la loro auto era già stata individuata come sospetta. Quando sono tornati in zona, alla vigilia di Ferragosto, non sapevano perciò che l'Arma li stava tenendo d'occhio. I due sono partiti da Padova, come sempre, e sono arrivati in Val di Funes e, in particolare, dell’abitato di Santa Maddalena, dove hanno provato il consueto sistema: hanno collegato i loro marchingegni al bancomat dell'istituto Raiffeisen, e hanno cercato di "craccare" il sistema, costringendo lo sportello ad erogare le banconote. Solo che i carabinieri li stavano pedinando, e sono entrati in azione arrestandoli in flagranza di reato. I due, ora detenuti nel carcere di Bolzano, sono accusati di furto aggravato e dell'intrusione nei sistemi informatici. Ma le indagini proseguono, perché gli inquirenti non escludono che la banda potesse essere composta da più persone.