ELECTROLUX, DONAZZAN: “HO DUBBI SULL’AIUTO EUROPEO”
L'ultimatum lanciato dall'Italia a Electrolux scade il 15 giugno e contiene una sola richiesta basilare: ritirare integralmente il piano industriale che prevede 1700 esuberi in tutto il paese, quasi il 40% degli addetti italiani del colosso svedese. Poi, eventualmente, si potrà ridiscutere di altri aspetti, ma né il governo, né regioni e sindacati sono disposti ad accettare una mannaia che ricada in questo modo sulla forza lavoro e sulle famiglie coinvolte in ben cinque regioni, comprese Veneto e Friuli. Lo stesso dovrebbe fare anche l'Europa, perché Electrolux è oggi una grande azienda svedese a rischio di essere spolpata dalle ombre cinesi che, dopo aver affossato l'automotive del nostro continente, ora rischiano di azzerare anche questo comparto tecnologico. L'eurodeputata Elena Donazzan, che ha partecipato ai bilaterali con regione Veneto e sindacati dopo lo scoppio della vertenza, non ha dubbi sull'importanza di questa battaglia.
La vera domanda è allora: che cosa farà l'Europa? L'Italia ha il dovere di difendere i lavoratori e la produzione italiana, ma anche l'Europa dovrebbe tutelare e proteggere la propria industria dalle mani cinesi. Ma siamo sicuri che davvero Bruxelles manterrà la stessa ferma decisione che finora l'Italia sta dimostrando?