IL VENETO È UN FORNO, NEI CANTIERI ALLERTA MASSIMA
Il Veneto rimane stretto nella morsa del caldo. Anche per tutta la giornata di venerdì, il centro regionale della Protezione Civile ha confermato l'allerta gialla in tutto il territorio. Durerà almeno fino a lunedì, la morsa del caldo torrido su tutta la regione, fatta eccezione qualche sporadico rovescio che potrebbe formarsi anche in pianura, senza riuscire però a rinfrescare l'aria più di tanto.
Una morsa letale che sta condizionando le persone e le attività produttive. In diverse zone dei principali centri urbani si contano blackout momentanei e cali di tensione, dovuti al sovraccarico della rete: con tutti i condizionatori accesi, spesso la media e bassa tensione non regge, e come avvenuto a Jesolo mercoledì anche diverse zone di Padova e Venezia hanno riscontrato alcuni momenti di picco.
Il vero problema è però rappresentato dai lavoratori. Soprattutto chi opera all'aperto, è stretto in questi giorni in una morsa di afa soffocante, e che per certe categorie non lascia scampo. Mercoledì pomeriggio, a San Martino di Lupari, un operaio trevigiano di 57 anni ha avuto un colpo di calore e ha perso la vita: stava lavorando al rifacimento delle tubazioni di un impianto idrico. Ma allora serve, l'ordinanza della regione Veneto che vieta - pure nei cantieri - di lavorare all'aperto tra le 12.30 e le ore 16? Teoricamente sì, ma lascia aperti margini di discussione abbastanza ampi. Innanzitutto l'orario: non è detto che lavorando alle 16.30 si goda di u clima più fresco, anzi. E in secondo luogo, le opere pubbliche sono esentate, avendo delle scadenze tassative da rispettare. Mentre molte altre categorie, a cominciare dai rider, non sono proprio menzionate.
Nei prossimi tre giorni, in tutta Italia, l'ondata di caldo torrido che imperversa sulla Penisola potrebbe mettere a rischio la salute di un milione e mezzo di lavoratori e lavoratrici , secondo l'analisi condotta da Greenpeace e Cgil che combina le previsioni di rischio caldo e i dati Istat sull'occupazione. 600 mila lavoratori dell'edilizia, 530 mila impiegati tra trasporti merci, magazzinaggio e rider, come anche 290 mila addetti alla manutenzione del verde rischiano serio, lavorando sotto il sole e in queste condizioni.