IMPRESE VENETE, INVESTIMENTI IN FRENATA
Si accorcia l'orizzonte delle imprese venete. Non mancano le opportunità di crescita, ma aumenta l'incertezza e diventa più difficile programmare il futuro. È la lettura di Confartigianato Veneto, che analizza gli ultimi dati economici regionali.
A marzo 2026 il credito bancario alle imprese è diminuito dell'1,8% rispetto all'anno precedente. Un calo che per le piccole imprese arriva al 5,5%, segnale di una maggiore difficoltà ad accedere ai finanziamenti.
Nel frattempo cresce la liquidità lasciata sui conti correnti. Le aziende preferiscono utilizzare risorse proprie piuttosto che ricorrere al credito, soprattutto per sostenere le spese della gestione quotidiana, diventate più costose da finanziare.
A pesare è anche il quadro internazionale. Secondo Banca d'Italia, nei prossimi due anni il rischio geopolitico avrà effetti significativi per sei imprese su dieci. Un'incertezza che si riflette già sulle esportazioni: nel primo trimestre del 2026 l'export verso il Medio Oriente è sceso di oltre il 26%, con un crollo vicino al 40% negli Emirati Arabi Uniti.
Per Confartigianato il rischio è che si blocchi il ciclo degli investimenti proprio nelle micro e
piccole imprese, fondamentali per le filiere produttive del Veneto e chiamate a investire in innovazione, digitalizzazione, sostenibilità e competenze per restare competitive.