LA CALZATURA SI CANDIDA PATRIMONIO DELL’UMANITÀ
L’arte della calzatura italiana punta a diventare Patrimonio Immateriale dell'Umanità. Il percorso verso il riconoscimento internazionale è stato ufficializzato il 13 giugno a Roma, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Un settore, quello delle calzature, che unisce diversi territori della penisola, valorizzando competenze tecniche, creatività e relazioni umane. E che ora punta ad essere riconosciuto nel mondo.
In Veneto il settore della calzatura è particolarmente sviluppato, così come nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, in Campania e in Puglia.Giocano un ruolo essenziale in questo contesto le realtà formative.
In Riviera del Brenta, territorio famoso per questa manifattura esiste un vero sistema: il Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi, i concorsi dedicati alla creatività giovanile
e i progetti condivisi con imprese e istituzioni, garantiscono la continuità di questo patrimonio immateriale.
Il neonato Comitato Promotore ha l’obiettivo di dimostrare all’UNESCO che dietro ogni scarpa Made in Italy c’è storia e futuro.
La candidatura si configura dunque come un progetto di sistema che mette al centro persone, territori e competenze.