NRANGHETA, AFFARI SUL GARDA: TRE SOCIETÀ NEL MIRINO
La mafia calabrese aveva mosso i suoi tentacoli anche sulla sponda veronese del Lago di Garda. E oggi, a distanza di un anno e mezzo dia primi arresti dell’indagine "Glicine-Acheronte" coordinata dalla DDA di Catanzaro, la direzione investigativa antimafia di Brescia ha inserito altre tre società, tutte situate proprio nel veronese, tra quelle che necessitano di amministrazione controllata perché legate ad esponenti della 'ndrangheta. Ad agosto 2024, nell'ambito del filone calabrese che aveva portato in carcere politici ed imprenditori locali, in Lombardia erano state messe in amministrazione giudiziaria otto società, tra Brescia e Mantova, che operavano nei settori della locazione e compravendita di immobili propri ma anche nella produzione di vino e olio. Oggi, nell'occhio del ciclone, finiscono anche tre società sulla sponda veronese del Garda, che secondo gli sviluppi delle indagini sarebbero riconducibili allo stesso esponente collegato alle 'ndrine, un imprenditore veronese che da due anni e mezzo si trova ai domiciliari: si tratta di tre società che muovevano un volume d’affari di circa 2 milioni di euro e che costituivano un patrimonio immobiliare di circa trenta milioni di euro, che operavano nel settore del vitivinicolo e dell'immobiliare. Contatti vicini alle cosche calabresi, giudicati "non occasionali", che influivano in termini operativi ed anche finanziari sulla gestione di un’ampia parte delle sfere societarie.