OLIMPIADI FINITE, MA IL GOVERNO NON HA PAGATO I BUS
La tensione tra regione Veneto e governo centrale viaggia anche, oggi, sulle strade della provincia di Belluno. Quelle che per un mese hanno visto sfilare decine di migliaia di persone, arrivata per le olimpiadi e le paralimpiadi di Milano-Cortina, e che in molti casi le ha viste arrivare nei siti di gara grazie al lavoro straordinario – in tutti i sensi – delle navette messe a disposizione per fare la spola sulle Dolomiti.
Cento autobus, per la precisione, che l’azienda del trasporto locale, Dolomiti Bus, ha messo a disposizione per la spola tra parcheggi scambiatori alle siti olimpici, e a cui si è aggiunto il potenziamento della linea tra Calalzo e Cortina, con corse ogni 20 o 30 minuti dalle 5 di mattina alla mezzanotte. Nessun intoppo, trasporto puntuale e utenti soddisfatti. Peccato che l’unica a rimanere col cerino in mano sia proprio Dolomiti Bus, perché il Governo non ha ancora provveduto al pagamento dei nove milioni di euro necessari e promessi per coprire l’extra servizio.
Lo Stato italiano, quindi, non ha versato nelle casse della Regione le cifre pattuite, e la Regione per conseguenza non ha potuto versarle nelle casse dell’azienda di trasporto bellunese. La quale a sua volta con parte di quei soldi deve saldare le fatture delle aziende sub-affidatarie, che hanno contribuito con i loro mezzi e i loro autisti.
Un bel problema, tanto che dalla regione Veneto sono partiti al Governo già tre solleciti di pagamento che però sono per ora caduti nel vuoto. E per Dolomiti Bus questo rischia di essere un macigno, per i conti aziendali, perché con l’aumento dei prezzi del carburante di queste settimane la chiusura dei conti trimestrali, e la fattura da staccare il 31 marzo, rischia di diventare ancora più impegnativa.