POMODORO DATTERINO TRA I NUOVI BENI DI LUSSO
I banchi dei mercati, di Piazza delle Erbe a Padova e delle altre città del Veneto, sono la cartina tornasole dell'estate 2026. Per avere una chiara visione degli effetti del cambiamento climatico basta leggere i prezzi della frutta e verdura. La straordinaria siccità dell’estate 2026 ha messo in ginocchio l’agricoltura del Veneto, trasformando frutta e verdura a chilometro zero in beni di lusso, con rincari che in molti casi superano il 40% rispetto allo scorso anno. Nella Grande Distribuzione alcuni prodotti mancando completamente. L’estate appena trascorsa sarà ricordata come una delle più disastrose per le campagne venete, con danni che superano ampiamente i 400 milioni di euro. Causa scatenante la crisi senza precedenti dei grandi bacini idrici della regione: l'Adige, il Brenta e il Piave hanno registrato portate minime storiche, costringendo Regione e Consorzi di Bonifica a imporre drastici razionamenti e tagli fino al 50% dei prelievi d’acqua a scopo irriguo. Risultato? Intere produzioni sono letteralmente bruciate sotto i raggi del sole. Ancora una volta i pomodori sul podio dei rincari sfiornado i 10 euro al chilo. Ironia della situazione , nonostante i prezzi siano praticamente pari a un salasso per il consumatore, per le aziende agricole la produzione si è dimezzata ma i costi gestionali sono cresciuti tanto che alcuni imprese hanno preferito fermare la produzione per arginare le perdite.