SANITÀ, AZIENDA ZERO: L’AFFONDO DEL PD VENETO
“Azienda Zero doveva essere il volano dell’efficienza e del risparmio per reinvestire risorse in servizi ai cittadini, ma a dieci anni dalla riforma del 2016 che ha centralizzato le funzioni la realtà è ben diversa: è diventata un semplice paracadute contabile per tappare i buchi di bilancio delle singole ULSS venete”. Con queste parole la vicepresidente della Commissione Sanità, Luisetto e le consigliere regionali del Partito Democratico Bigon e Sambo denunciano la gestione finanziaria della sanità veneta alla luce del bilancio di previsione 2026.
Secondo l’opposizione in Regione, per l’anno in corso si stima un utile di Azienda Zero pari a 557 milioni di euro tuttavia, si tratta di un tesoretto puramente virtuale per i veneti. Già lo scorso anno, l’intero utile è stato utilizzato per ripianare le perdite delle Aziende Sanitarie locali. È il paradosso di un sistema che, pur riuscendo a generare risparmi attraverso gli acquisti centralizzati, non riesce a tradurli in nuovi posti letto, riduzione delle liste d’attesa o potenziamento della medicina territoriale, perché deve usarli per i deficit locali.