SICCITÀ, DANNI PER 400 MILIONI DI EURO NEI CAMPI
50% di mais in meno, 40% in meno di soia e 20% in meno dalle coltivazioni orticole e di frutta. In Veneto i danni causati dalla siccità e dalle temperature anomale superano i 400 milioni di euro. Peggio del 2022. E’ questo il primo bilancio delle conseguenze delle condizioni meterologiche sull’agricoltura nella nostra regione. A delineare la situazione è la confederazione italiana agricoltori del Veneto che in questi giorni sta raccogliendo le segnalazioni dei danneggiamenti subìti da centinaia di imprese agricole. Male soprattutto le coltivazioni di fagiolini, mentre i pomodori non sono cresciuti adeguatamente. Le piogge degli ultimi giorni sono tardive e non rimediano una situazione già compromessa.
Il fondo mutualistico nazionale Agricat che interviene in caso di eventi avversi è stato attivato. Sono previsti rimborsi qualora i danni registrati siano superiori al 20% rispetto alla produzione media storica della singola azienda. Risorse insufficienti tanto che la confederazione si sta muovendo per assicurarne di ulteriori.
Ma questo a lungo termine non basta. Portare avanti un’attività agricola è una scommessa, sottoposta al rischio d’impresa, che sempre più dipende dal meteo. Gli agricoltori sono in balia dei cambiamenti climatici. Occorrono opere idrauliche finalizzate ad assicurare la continuità dell’attività agricola. Cia Veneto invita dunque le istituzioni a mettere il settore primario in cima all’agenda politica. E’ necessario realizzare urgentemente appositi bacini e invasi in grado di trattenere l’acqua quando è in abbondanza o al verificarsi di forti nubifragi, per poter poi rilasciarla all’occorrenza.