TERZA CORSIA IN A4, DOPO TRENT’ANNI UNA SPERANZA
Martedì scorso, lungo il tratto autostradale tra San Donà e Portogruaro, un doppio incidente è costato la vita ad un automobilista, ed un caos viario mai visto. Otto ore di chiusura del tratto verso Trieste, e pure tre in quello opposto, a causa del ribaltamento di una cisterna contenente una sostanza pericolosa,: un delicato intervento di messa in sicurezza durato ore ed ore, che ha paralizzato inevitabilmente anche la viabilità ordinaria alternativa, e poco dopo uno schianto tremendo, un ingegnere finito mortalmente con il suo furgone contro un tir in coda.
Lo chiamano da anni il tratto maledetto, quello che collega il Veneto al Friuli attraverso la A4: un imbuto che rallenta il traffico merci in una direttrice fondamentale per tutta l'Europa, il Corridoio Mediterraneo che serve il trasporto merci dal Portogallo all'Ucraina, e che negli ultimi decenni ha causato un numero imprecisato di incidenti e vittime. Oggi, dopo trent'anni di polemiche, forse siamo però arrivati ad un punto di svolta per la tanto decantata terza corsia.
Rispetto al Veneto, il Friuli è riuscito negli anni a imporsi con più decisione con il concessionario, Autovie Venete, e ha accelerato i lavori nel tratto dopo Pordenone. Quello più a rischio, però, è sempre stato l'altro, quello fino a Cessalto, che finalmente ora ha un progetto concreto pronto a partire.
Entro l'anno scattano i lavori del nuovo casello a San Stino di Livenza, contenuti nel cantiere della terza corsia tra Portogruaro e San Donà: altri 25 chilometri, e un piano di progettazione esecutiva e di ampliamento che è già stato aggiudicato per 870 milioni di euro. Dopodiché, si passerà al completamento definitivo, quello tra Quarto d'Altino e Palmanova, per porre rimedio agli ultimi 83 chilometri. Se le previsioni saranno rispettate, i cantieri partiranno entro la fine di quest'anno, e saranno conclusi nel 2031, tra cinque anni.