PADOVA E VENEZIA, FIANCO A FIANCO PER MIMMO
Il Carnevale , vaporetti che perdono il controllo rischiando la tragedia, il furto di un ‘mototopo’ carico di pacchi che distrugge una balaustra sotto al Ponte di Rialto. Nulla di quanto accaduto di recente a Venezia, attira maggiormente l’attenzione e curiosità di turisti e residenti veneziani quanto le apparizioni di Mimmo il delfino che ormai ha preso dimora da alcuni mesi in Laguna. Ma la vicenda non è per nulla da prendere sotto gamba, la preoccupazione per la salute del mammifero marino è infatti tanta e ha portato all’iniziativa che ha visto lavorare fianco a fianco il personale del CERT dell’Istituto di Biomedicina dell’Università di Padova e lo staff scientifico del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue della Fondazione Musei Civici di Venezia, con il supporto della Protezione Civile del Comune di Venezia. Una serie di uscite periodiche in Laguna al fine di monitorare l’animale, raccogliendo dati , dettagliati sul suo comportamento, e soprattutto tenere d’occhio il suo stato di salute e le sue interazioni con l’ambiente urbano. Il traffico marittimo il cruccio più importante oltre all’inquinamento. Tra i vari aspetti che interessano gli osservatori : la frequenza e la durata delle immersioni, la sua posizione nello specchio d’acqua, e il grado di interazione con le imbarcazioni in transito. Attraverso la raccolta di dati fotografici e video gli esperti hanno potuto verificare anche l’assenza di ferite o segni di sofferenza. Il monitoraggio continua ad attirare l’attenzione non soltanto degli specialisti, ma anche di residenti e visitatori. Ormai Mimmo è una star del web. Le autorità e gli esperti stanno però valutando con attenzione come garantire il migliore equilibrio possibile tra la sicurezza dell’animale e le esigenze della navigazione urbana. Oltre all’attività di osservazione, in vista della stagione primaverile il progetto prevede anche iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte a chi vive il mare con la barca.