ALLEANZA TRA ETNIE PER LO SPACCIO A VERONA
In queste ore due marocchini sono finiti in carcere, un terzo soggetto di nazionalità italiana è stato ristretto ai domiciliari e sei indagati. Questo l’esito dell’operazione antidroga condotta dagli agenti della Questura di Verona. I nove di varie nazionalità tra i 24 e i 46 anni, sarebbero accusati di aver gestito una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, attiva nel capoluogo scaligero e in alcuni comuni della provincia. L’articolata attività investigativa, condotta dagli agenti della sezione antidroga della Squadra Mobile veronese, e realizzata attraverso l’impiego di complesse attività tecniche, intercettazioni telefoniche e ambientali, di osservazione, controllo e pedinamento, ha consentito di individuare i ruoli ricoperti dai vari soggetti indagati all’interno del gruppo. Inoltre ha permesso agli investigatori di ricostruire numerosi episodi di cessione di cocaina e hashish, alcuni dei quali culminati in arresti in flagranza di reato ed in sequestri di droga. Grazie alle indagini è anche emersa la costante collaborazione tra soggetti di nazionalità marocchina , albanese e di cittadini italiani per una più efficace gestione delle attività sul territorio con la speranza di eludere i controlli di Polizia. La rete criminale era ben articolata e ramificata; alcuni componenti erano incaricati dell’approvvigionamento degli ingenti quantitativi di droga, altri si occupavano della custodia della sostanza e del denaro ricavato. Organizzato in ogni dettaglio anche il confezionamento delle dosi e per finire la vendita al dettaglio. Oltre all’ attività di spaccio, i soggetti coinvolti non esitavano a minacciare altri pusher, così da stroncare una possibile concorrenza nelle aree d’interesse. Tali comportamenti hanno contribuito a delineare un quadro indiziario di particolare gravità, evidenziando la pericolosità sociale del gruppo criminale.