CASO MINETTI, LA PRONUNCIA DI VENEZIA NELL’ADOZIONE
Nonostante le contro-denunce di Nicole Minetti e la fiducia confermata dalla premier nell'operato del ministro della giustizia, l'affare della grazia concessa da Mattarella si sta ingrossando sempre di più.
Dopo i chiarimenti richiesti dal Quirinale a via Arenula, il fascicolo è tornato nelle mani della Procura di Milano, che ha avviato ricerche di documenti e testimoni fino in Sudamerica, attraverso l'Interpol, per verificare la versione messa nero su bianco, l'estate scorsa, nella documentazione a corredo della richiesta di clemenza da parte dell'ex consigliera regionale lombarda, lanciata da Silvio Berlusconi e poi rimastane invischiata in alcune grane giudiziarie.
La procura Generale di Milano sta acquisendo in Uruguay la sentenza di adozione del figlio di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, figlio di Arrigo ed erede della dinastia veneziana che fondò l’Harry’s Bar, e sta verificando anche gli eventuali procedimenti penali in corso, in particolare all'estero, a carico dell'ex igienista dentale. Oltre oceano, la stampa uruguayana cavalca alcune indiscrezioni secondo cui l'Inau, l'ente che regola le adozioni in Uruguay, e la coppia avrebbero nel tempo avuto rapporti poco chiari, tanto che l'adozione del bimbo sarebbe da tempo "considerata altamente irregolare".
E la questione, allora, torna nuovamente a rimbalzare in veneto: a firmare nel 2024 un documento che dichiarava efficace l'adozione del figlio di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani, certificata nel febbraio del 2023 dal tribunale di Maldonado, è stato infatti il tribunale per i minori di Venezia, secondo il quale il bimbo "si trovava in stato di abbandono sin dalla nascita, con separazione definitiva dai genitori biologici i quali sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale". Su questa documentazione, la Procura di Milano ha espresso "parere favorevole" all'istanza di grazia. Così come sulle dichiarazioni in cui la coppia dichiarava di aver fatto seguire il figlio da alcuni medici a Milano e a Padova: l'azienda ospedaliera aveva smentito questa circostanza, i legali di Minetti oggi hanno spiegato che nessun documento o referto risulta proprio perché la coppia non seguì i percorsi 'ufficiali', ma si rivolse direttamente ai professionisti di loro fiducia per un parere medico: Peccato che il professor Denaro, primario di Neurochirurgia Pediatrica dell'ospedale di Padova, nella nota di ieri non scriveva la stessa cosa, bensì "di non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti". Per ora, insomma, solo smentite. E nubi all’orizzonte che la nuova inchiesta sta cercando di rischiarare.