CORTINA E I GIOCHI, PRIME MEDAGLIE PER I FURBETTI
Mancano poche ore e poi anche Cortina d'Ampezzo entrerà ufficialmente nel cuore dell'olimpiade invernale. Venerdì sera si accenderà contestualmente a quello dell'arco della Pace a Milano, anche il braciere nella piazza centrale del paese ampezzano, durante la cerimonia di apertura. E così le porte dei giochi si apriranno al mondo, mentre quelle di Cortina si sono già aperte da giorni.
A migliaia sono stati gli atleti, i tecnici, le delegazioni e gli addetti ai lavori che sono già arrivati sulle Dolomiti. E i primi problemi non sono mancati: le prime gare di curling sono state interrotte da un breve blackout, mentre i ritardi sulla costruzione della cabinovia per le Tofane costringeranno almeno per alcuni giorni di competizioni gli atleti e gli spettatori a fare la spola da Cortina con i pullmini.
I problemi però non sono mancati anche per i residenti: la città è blindata, e i pass auto sono riservati solo a chi a Cortina ci abita. Solo che vanno ritirati in paese, quindi in tanti si sono ritrovati con le porte sbarrate all'apertura del comune, costretti ad arrivarci a piedi anche se solo per ritirare il proprio pass.
Ma a proposito di abitazioni, anche la Guardia di Finanza ha voluto affrontare la questione. E anzi, incrociando le banche dati con i movimenti dei presunti abitanti ampezzani, ha individuato e segnalato al Comune di Cortina una trentina di presunti residenti in paese, che in realtà non abitavano stabilmente in quelle che erano in realtà seconde case, e avrebbero dovuto quindi pagarci l'imposta sugli immobili.
Trenta persone che pur non risiedendo stabilmente nel Comune avevano beneficiato per chissà quanto tempo delle esenzioni fiscali previste per l’abitazione indicata come principale: un ammanco per le casse comunali di oltre mezzo milione di euro. Abitazioni, insomma, che probabilmente erano anche messe a reddito come locazioni turistiche, e sappiamo bene che in questo periodo di olimpiadi i costi sono schizzati anche del 300% verso l'alto. E che però all'insaputa delle casse comunali, potevano godere anche di indebite esenzioni fiscali.