TV7 NEXT - EU: ZERO POLLUTION ACTION PLAN
L’Unione europea si è posta obiettivi molto ambiziosi per ridurre l’inquinamento entro il 2030 e arrivare a un ambiente non tossico nel 2050. Il bilancio di metà percorso del Zero Pollution Action Plan mostra però che il problema non è la mancanza di norme, ma la loro attuazione.
Il rapporto evidenzia come la riduzione dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo e del rumore produca benefici sanitari immediati. Meno inquinamento significa meno patologie respiratorie, cardiovascolari e disturbi mentali, con un alleggerimento diretto sui sistemi sanitari nazionali.
Competitività e crescita verde
La lotta all’inquinamento è anche una leva economica. Imprese e territori che investono in tecnologie pulite migliorano la produttività e conquistano nuovi mercati. Oggi circa l’80% delle aziende europee integra la sostenibilità nelle strategie di innovazione, dimostrando che ambiente e competitività possono procedere insieme.
Dove l’Europa è in ritardo
I progressi su qualità dell’aria e riduzione di pesticidi e antimicrobici sono incoraggianti. Restano invece critici i fronti dell’inquinamento delle acque, dei rifiuti e delle microplastiche. Cresce inoltre l’allarme per le PFAS, sostanze persistenti con impatti sanitari ed economici potenzialmente enormi.
Il rumore da traffico resta una delle forme di inquinamento più diffuse e meno affrontate. L’UE non è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di riduzione del 30% delle persone esposte entro il 2030, spingendo la Commissione a valutare un rafforzamento delle norme.
Dalle leggi all’azione
Il messaggio del rapporto è chiaro: la legislazione europea è solida, ma senza un’implementazione rapida ed efficace rischia di perdere valore. Accelerare sull’attuazione delle politiche ambientali significa investire contemporaneamente in salute, qualità della vita e futuro economico dell’Europa.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.