notizie / 01/07/2026 11:08

TV7 NEXT - INCENTIVI PER LA TRANSIZIONE DIGITALE

Per le imprese italiane gli incentivi non sono soltanto una misura di sostegno. Possono diventare una leva concreta per crescere, innovare, rafforzare la competitività e affrontare investimenti che, senza strumenti adeguati, rischierebbero di essere rinviati.
Il tema è particolarmente attuale perché il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta mettendo a disposizione risorse importanti per accompagnare lo sviluppo del tessuto imprenditoriale. Si tratta di strumenti pensati per rispondere a necessità reali delle aziende: ammodernamento tecnologico, efficientamento energetico, autoproduzione di energia, beni materiali e progetti di investimento innovativi.
Il punto è che le opportunità non bastano da sole. Serve comprenderle, interpretarle e trasformarle in decisioni operative subito. Molti bandi e strumenti agevolativi hanno una struttura tecnica articolata, spesso derivata da regole europee e poi adattata al sistema nazionale. Per questo le imprese possono trovarsi davanti a misure interessanti, ma non sempre semplici da comprendere.
È qui che la consulenza tecnica e la capacità di programmazione diventano decisive. Un incentivo, infatti, non dovrebbe essere cercato dopo aver deciso l’investimento, quasi come un rimborso da inseguire. Dovrebbe entrare nella pianificazione aziendale fin dall’inizio, per capire quali interventi siano sostenibili, quali costi possano essere agevolati e quale ritorno economico si possa ottenere.

IL NUOVO IPERAMMORTAMENTO 2026 2028

Tra gli strumenti più rilevanti entra il nuovo iperammortamento previsto dal 2026 al 2028. Il termine non è nuovo per le imprese italiane, perché l’iperammortamento è già stato utilizzato in passato per sostenere investimenti produttivi e tecnologici. La nuova versione, però, presenta elementi importanti di discontinuità.
Il primo aspetto è la visibilità triennale. Questo significa che le imprese possono programmare gli investimenti su un orizzonte più ampio, senza muoversi soltanto sulla base di finestre temporali troppo brevi o incerte. Per un’azienda, poter pianificare significa valutare meglio tempi, fornitori, impatti economici e ritorni attesi.
Il secondo elemento riguarda la libertà di investimento. Le imprese possono costruire progetti coerenti con le proprie necessità, senza vincoli rigidi tra tipologie diverse di intervento. Un investimento in beni materiali può convivere con un sistema di autoproduzione di energia o con un intervento di efficientamento energetico. Questo apre la strada a progetti più articolati, capaci di unire produttività, innovazione e riduzione dei consumi.
Il dato economico è poi particolarmente significativo. Tradotto in numeri concreti, su un investimento pari a 100 il ritorno può arrivare a 43,2. Questo significa che, su un investimento da un milione di euro, il beneficio può arrivare a 432 mila euro, restituiti lungo il periodo di ammortamento, quindi su un orizzonte quinquennale.
La misura dispone inoltre di un plafond da 10 miliardi di euro, pensato per coprire le esigenze delle aziende in questa fase. È una dotazione rilevante, che rafforza il messaggio di fondo: gli strumenti ci sono, ma vanno utilizzati con tempestività e con una progettazione adeguata.

DAGLI INCENTIVI ALLA STRATEGIA D’IMPRESA

Il rischio, quando si parla di incentivi, è considerarli solo come una pratica burocratica. In realtà, per un’impresa, il punto non è semplicemente “accedere a una misura”, ma usare quella misura per fare un salto di qualità.
Investire in tecnologie, energia, impianti e processi più efficienti significa ridurre costi, aumentare produttività e migliorare la resilienza dell’azienda. In un contesto competitivo, rimandare può diventare un rischio. Perché se un’impresa non investe, è probabile che lo faccia un concorrente.
Questa è la parte più concreta del ragionamento. Gli incentivi pubblici non servono a sostituire la strategia aziendale, ma a renderla più sostenibile dal punto di vista economico. Permettono di anticipare investimenti, ridurre l’impatto finanziario e rafforzare scelte che l’impresa avrebbe comunque interesse a valutare.
Il tema riguarda soprattutto le piccole e medie imprese, che spesso hanno bisogno di strumenti chiari per affrontare investimenti importanti. La complessità normativa può scoraggiare, ma non può diventare un motivo per restare fermi. Serve invece costruire un percorso ordinato: analisi dei fabbisogni, verifica delle misure disponibili, progettazione dell’investimento e valutazione del ritorno.
La burocrazia resta un ostacolo, certo. Molti bandi sono articolati, tecnici e talvolta difficili da interpretare. Ma proprio per questo la capacità di orientarsi diventa parte della competitività. Chi comprende prima gli strumenti disponibili può programmare meglio e cogliere opportunità che altri rischiano di perdere.
A TV7 Next ne parliamo con Giorgio Aldighieri, consulente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per capire perché oggi sia così importante che le aziende italiane colgano le risorse disponibili. E con l’ingegner Lucilla Lanciotti, direttore tecnico di NovaFund, per approfondire il nuovo iperammortamento e tradurre il meccanismo in numeri comprensibili per gli imprenditori.
Il messaggio è chiaro: il momento per pianificare è adesso. Gli strumenti agevolativi non sono un dettaglio amministrativo, ma una parte della strategia industriale. Le imprese che sapranno usarli potranno investire meglio, ridurre il peso economico degli interventi e prepararsi a competere con più forza nei prossimi anni.

Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.

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