notizie / 06/05/2026 12:29

TV7 NEXT - LE SVOLTE POSITIVE DELLA NATURA

Quando si parla di “tipping point”, cioè punti di svolta, il linguaggio ambientale tende quasi sempre a evocare scenari critici. Una foresta che si secca fino a non poter più tornare allo stato originario. Una barriera corallina che perde coralli e viene dominata dalle alghe. Una corrente oceanica che rallenta fino a modificare il clima di intere regioni. Il concetto, negli ultimi anni, è diventato sinonimo di allarme climatico.
Uno studio pubblicato su Nature Sustainability da Tim Lenton, dell’Università di Exeter, propone però una lettura più ampia. I punti di svolta non sono solo meccanismi di collasso. Possono funzionare anche in senso positivo, attivando processi di rigenerazione che si autoalimentano. In altre parole, lo stesso principio che può spingere un ecosistema verso il degrado può, in alcune condizioni, riportarlo verso uno stato più sano.
Il punto di svolta è il momento in cui un cambiamento relativamente piccolo produce una reazione a catena. Da quel momento il sistema non risponde più in modo lineare, ma scivola verso un nuovo equilibrio. Questo può avvenire in negativo, ma anche in positivo. La differenza la fanno le condizioni iniziali, la pressione esercitata sull’ecosistema e la capacità di intervenire prima che le soglie diventino troppo difficili da invertire.

ESEMPI DI RIGENERAZIONE: DA YELLOWSTONE ALLE LONTRE MARINE

Il caso più citato è quello del Parco di Yellowstone, negli Stati Uniti. Dopo l’eliminazione dei lupi, avvenuta nel secolo scorso, gli alci si erano moltiplicati e avevano esercitato una forte pressione sulla vegetazione lungo i fiumi. La scomparsa di alberi e arbusti aveva impoverito l’habitat, con effetti a cascata su altre specie.
La reintroduzione dei lupi negli anni Novanta ha modificato il comportamento degli erbivori. Gli alci hanno iniziato a frequentare meno alcune aree sensibili, la vegetazione ha avuto modo di ricrescere e, con il tempo, sono tornati uccelli, castori e nuove dinamiche ecologiche. Non è stata una magia, né un ritorno automatico al passato. È stata una cascata trofica, cioè una sequenza di effetti ecologici innescata dal ritorno di una specie chiave.
Un altro esempio arriva dalle coste del Pacifico, dove le lontre marine svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere l’equilibrio delle foreste di kelp. Le lontre si nutrono di ricci di mare. Quando le lontre erano state spinte quasi all’estinzione, i ricci avevano proliferato, divorando il kelp e impoverendo l’ecosistema marino. Con il ritorno delle lontre, la pressione sui ricci è aumentata e le foreste di kelp hanno potuto rigenerarsi.
Questi esempi mostrano che in alcuni casi la natura può recuperare capacità funzionali importanti quando vengono ripristinate relazioni ecologiche fondamentali. Ma mostrano anche che la rigenerazione richiede condizioni precise. Non basta lasciare passare il tempo.

RIPARARE COSTA PIÙ CHE PROTEGGERE

Il messaggio più importante dello studio di Lenton riguarda l’asimmetria tra distruzione e riparazione. Un ecosistema può collassare superando una certa soglia, ma per riportarlo indietro spesso non basta tornare al punto di partenza. Serve una pressione opposta molto più forte.
Il caso dei laghi poco profondi del Norfolk, in Inghilterra, è particolarmente chiaro. Questi ecosistemi erano stati degradati dall’eccesso di nutrienti, in particolare fosforo, che aveva favorito l’eutrofizzazione: acque torbide, proliferazione di alghe e perdita di biodiversità. Per riportarli a condizioni più limpide non è stato sufficiente ridurre il fosforo al livello precedente al collasso. È stato necessario abbassarlo molto di più.
Questo significa che la natura non tiene una contabilità simmetrica. Rovinare è spesso più facile e più rapido che riparare. Una volta superata una soglia, il sistema può stabilizzarsi in uno stato degradato, e uscirne richiede interventi più intensi, più lunghi e più costosi.
Lenton individua quattro categorie di punti di svolta positivi: ecologici, socio-ecologici, sociali e legati alla riduzione dei fattori che danneggiano gli ecosistemi. Nei punti di svolta socio-ecologici rientrano, ad esempio, la gestione condivisa della pesca o delle falde acquifere. Nei punti di svolta sociali rientrano la diffusione di pratiche di conservazione, il cambiamento delle diete e nuove abitudini collettive. Nel campo dei driver, cioè dei fattori di pressione, rientra invece la riduzione di attività che danneggiano direttamente la natura.
Anche la transizione energetica può essere letta in questa chiave. Quando una tecnologia pulita diventa più diffusa, costa meno; quando costa meno, viene adottata da più persone; e più persone la adottano, più il sistema cambia. È un feedback positivo, simile a quello osservato in alcuni processi ecologici.
Ma lo studio non invita a un ottimismo ingenuo. I punti di svolta positivi esistono, ma non sono scorciatoie. Richiedono interventi consapevoli, comunità coinvolte, politiche coerenti e tempi adeguati. Inoltre, funzionano meglio su scala locale o regionale, mentre diventano molto più complessi quando si parla di grandi biomi come l’Amazzonia o la Grande Barriera Corallina.
La lezione è chiara: proteggere un ecosistema è molto più conveniente che ricostruirlo dopo il collasso. La rigenerazione è possibile, ma richiede più energia, più tempo e più risorse rispetto alla prevenzione.
I punti di svolta positivi rappresentano quindi una forma di speranza scientifica, non una garanzia. Ci ricordano che la natura può reagire, ma anche che non conviene aspettare che il danno sia compiuto. In un’epoca in cui molti sistemi ambientali sono sotto pressione, la sfida non è solo evitare i collassi, ma creare le condizioni perché i circoli virtuosi possano iniziare prima che sia troppo tardi.

Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.

Logo GruppoTV7

Il Gruppo Editoriale TV7 con quarant'anni di esperienza nel settore televisivo, è una realtà storica nella comunicazione audiovisiva italiana. Con sedi in Veneto e Friuli Venezia Giulia il Gruppo si compone di uno staff giornalistico e tecnico altamente qualificato con un gruppo creativo interamente dedicato alla post-produzione grafica.

Contatti

Tel : 049.8077755

E-mail :
Redazione : redazione@gruppotv7.com
Commerciale :commerciale@gruppotv7.com

Indirizzo :
Via Francesco Scipione Orologio, 2
35129 - Padova

Progetto

© © 2020 GRUPPO EDITORIALE TV7..TUTTI I DIRITTI RISERVATI. - P.iva: 0076970028

Designed using HTML Codex

Il sito web GruppoTV7 NON utilizza cookies proprietari per la profilazione degli utenti. Vengono ad ogni modo utilizzati cookies tecnici e cookies di terze parti per fini statistici (google analytics), pubblicitari (google adsense) e per funzioni aggiuntive (facebook, twitter). Premi su "Accetta Cookies" per accettare il servizio e i cookies stessi.

Personalizza
Informativa estesa cookies
Accetta cookies