VENEZIA, AFFITTI E REGOLE IGNORATE: RETATE E MULTE
Un’estate di controlli serrati, per verificare il rispetto delle norme nelle locaizoni brevi e negli appartamenti turistici. Mentre a Venezia c’è chi chiede ufficialmente un referendum sugli affitti brevi, durante l’estate si sono intensificati i controlli da parte della Guardia di Finanza e del nucleo di polizia tributaria della locale veneziana: una lunga serie di controlli a tappeto per verificare il rispetto dei requisiti e dei regolamenti. Che, guarda un po’, spesso vengono ignorati: è avvenuto anche sull’isola di Murano, teatro negli ultimi gironi della più recenti iniziative di analisi della forze dell’ordine.
Gli agenti, anche su segnalazione degli stessi clienti, hanno proceduto al controlli di quattordici strutture, e su queste ben undici, quasi i tre quarti, sono risultate avere qualcosa fuori posto: il totale delle sanzioni staccate ha raggiunto i seimila euro complessivi.
C’era chi aveva commesso infrazioni degli obblighi identificativi degli ospiti, c’è chi non era provvisto del codice identificativo nazionale che gli alloggi turistici devono obbligatoriamente esporre. In un altro appartamento, invece, gli agenti hanno scoperto gravi carenze in fatto di sicurezza: non c’erano i rilevatori di gas, e l’estintore non era revisionato – infrazioni costate oltre duemila euro di multa al gestore. Altre sette diffide sono scattate invece ai gestori di strutture ricettive che non avevano esposto il codice, né dentro né fuori dalla casa.
Solo l’ultimo, di una lunga serie di controlli che in tutta la Venezia storica hanno attraversato i mesi estivi: il più eclatante era stata un’operazione scattata a giugno, quando agenti e finanzieri avevano battuto a tappeto il centro storico arrivando a multare dodici delle 14 strutture ispezionate. In tutto, oltre trentamila euro di verbali. Una buona notizia, secondo il comune di Venezia, che con il suo sindaco Simone Venturini, e con le ordinanze portate avanti dalla sua vice Francesca Zaccariotto, che ha preso la delega alla sicurezza, continua a monitorare con grande attenzione decoro, quiete urbana e rispetto delle normative. Il tutto, mentre dalle opposizioni si chiede però un’azione più incisiva: Venezia, proprio per la sua peculiarità, è l’unica città italiana che potrebbe – se lo volesse – legiferare in proprio sugli affitti brevi. E mentre molte altre città stanno intervenendo in questo senso, ma con i paletti imposti dalle norme nazionali, in Laguna ancora si attende. “Tutta la città insieme”, dai banchi dell’opposizione, ha chiesto un referendum tra i residenti per decidere come intervenire. Un tema destinato a far discutere ancora.