BEATRICE VENEZI IMPUGNA IL LICENZIAMENTO
Caso Beatrice Venezi chiuso? Macché.
La direttrice d’orchestra ha impugnato il recesso dal contratto deciso dal sovrintendente Nicola Colabianchi, definendolo attraverso i suoi legali un provvedimento “nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio”.
Una nuova puntata di una vicenda iniziata con la nomina di Venezi a direttrice musicale della fondazione e proseguita con le proteste di Coro e Orchestra, che negli scorsi mesi avevano organizzato diverse manifestazioni in città contro la scelta della direzione.
Al centro delle polemiche anche un’intervista rilasciata da Venezi a un quotidiano argentino, nella quale la direttrice aveva lasciato intendere che all’interno dell’orchestra alcuni posti si tramandassero di padre in figlio. Dichiarazioni considerate lesive dell’immagine del teatro e che avevano portato la Fenice a interrompere il rapporto di collaborazione.
Ora Venezi respinge le accuse e sostiene di non aver ricevuto motivazioni sufficientemente dettagliate. Nella Pec inviata alla fondazione ribadisce inoltre la volontà di rispettare il contratto sottoscritto e di continuare a svolgere il proprio incarico fino alla scadenza prevista nel 2030.
Immediata la replica del sovrintendente Colabianchi: nessun problema a procedere per vie legali, afferma, saranno gli avvocati del teatro a rispondere alle contestazioni. Esclusa anche qualsiasi ipotesi di accordo economico.
Intanto arriva la presa di posizione della Cgil, che critica la gestione dell’intera vicenda da parte del Sovrintendente.
Uno scontro destinato a proseguire. E la parola fine è ancora lontana dall’essere scritta.