FRODE DA OLTRE 2 MILIONI NEL TESSILE VENEZIANO
Società fantasma per assumere lavoratori, accumulare debiti con il fisco e poi sparire. È il sistema scoperto dalla Guardia di Finanza nel settore tessile del basso Veneziano, al centro di un’indagine coordinata dalla Procura di Venezia.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il meccanismo si basava su appalti fittizi per la fornitura di manodopera. I dipendenti venivano formalmente assunti da società prive di una reale struttura imprenditoriale e gestite da prestanome. Aziende destinate, dopo pochi anni, a fallire lasciando debiti con l’erario.
In questo modo, le società ai vertici della filiera avrebbero ottenuto manodopera senza sostenerne regolarmente i costi, portando anche indebitamente in detrazione l’Iva attraverso fatture false.
Le indagini della Compagnia della Guardia di Finanza di Chioggia, basate sull’analisi dei conti correnti e della documentazione fiscale e commerciale, hanno permesso di individuare i presunti gestori del sistema.
La frode contestata supera i due milioni di euro e coinvolge 57 lavoratori.
Su disposizione della magistratura, sono state eseguite perquisizioni nei confronti di cinque indagati e in quattro società. Sequestrati beni per oltre mezzo milione di euro: immobili, auto di grossa cilindrata, contanti e disponibilità sui conti correnti.