INCENDIO A MARGHERA, LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA
La Procura di Venezia ha aperto un fascicolo sull'incendio che venerdì ha interessato Porto Marghera. L'ipotesi di reato, al momento, è quella di incendio colposo contro ignoti, ma gli investigatori non escludono che dall'inchiesta possano emergere anche violazioni in materia ambientale o di sicurezza sul lavoro. Nell'incendio è rimasto intossicato un operaio.
Sul tavolo della Procura c'è la prima relazione dei vigili del fuoco. L'attenzione è concentrata sul carico di rottami ferrosi sbarcato da una nave proveniente dal porto israeliano di Haifa, arrivata a Venezia il 29 luglio.
Secondo la ricostruzione, un primo principio d'incendio si era già verificato durante le operazioni di scarico ed era stato spento. Il giorno successivo, però, la ripresa dei lavori avrebbe smosso i cumuli di materiale, riattivando le braci e provocando il vasto rogo che ha sprigionato una densa nube di fumo visibile in gran parte dell'area urbana.
Gli inquirenti dovranno ora verificare se tutte le procedure di sicurezza siano state rispettate e se, oltre ai rottami ferrosi dichiarati, nel carico fossero presenti altri materiali potenzialmente pericolosi. La nave ha già lasciato Venezia ed è diretta a Monfalcone, mentre resta in rada una seconda imbarcazione, anch'essa proveniente da Haifa e con materiale ferroso a bordo. Su quel carico il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione in Consiglio comunale.
Intanto proseguono i controlli sanitari. I carabinieri del Nas hanno ispezionato frutta e verdura esposte nei negozi e nei mercati durante l'incendio, senza rilevare anomalie. Nei prossimi giorni sono attesi anche gli esiti di ulteriori analisi.
Dall'emergenza potrebbe nascere anche un cambiamento nel sistema di allerta. Il Comune di Venezia sta infatti valutando l'introduzione di un servizio di avvisi ai cittadini tramite sms o WhatsApp, sul modello già utilizzato per segnalare il fenomeno dell'acqua alta.