RUSSIA ALLA BIENNALE, NON SI PLACANO LE POLEMICHE
Ventidue paesi contro la presenza della Russia alla prossima Biennale d’Arte e l’Europa che minaccia di tagliare i fondi destinati alla Biennale, circa 2 milioni di euro in tre anni. Ca’ Giustinian è nell’occhio del ciclone dopo la notizia che la Russia sarà presente alla 61esima Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che aprirà al pubblico il prossimo 9 maggio.
Un annuncio che ha causato polemiche a livello internazionale. E allora anche nel capoluogo veneto ci si interroga se la cultura debba rimanere fuori dalla geopolitica.
Il Sindaco Luigi Brugnaro non ha dubbi: “Siamo in democrazia, non in una dittatura. Siamo per l'Ucraina senza se e senza ma. C'è l'Ucraina, uno stato aggredito, e c'è uno stato aggressore. Altra cosa è il popolo russo, con cui non siamo in guerra. In un luogo di cultura dobbiamo ascoltare e dialogare” ha dichiarato Brugnaro.
Gli fa eco il Presidente del Consiglio regionale Luca Zaia: “La guerra in Ucraina va condannata senza ambiguità e l’aggressione russa è un fatto gravissimo. Ma altra cosa è cancellare una cultura o trasformare un grande evento artistico internazionale in uno spazio di esclusione”.
E le prime prese di posizione cominciano ad arrivare anche tra i candidati Sindaco a Ca’Farsetti.
Una polemica destinata a non placarsi, e una domanda destinata a risuonare: meglio lasciare l’arte fuori dalla politica o meglio utilizzare l’arte per lanciare anche messaggi politici?