TV7 NEXT - ENERGIA DALL'AMMONIACA
L’ammoniaca è sempre più citata come possibile protagonista della transizione energetica globale. È priva di carbonio nella fase di utilizzo, può trasportare idrogeno e dispone già di una rete logistica internazionale. Tuttavia, il suo impatto ambientale dipende fortemente da come viene prodotta.
Dal grigio al verde: cosa cambia davvero
Secondo un nuovo studio del MIT Energy Initiative, l’ammoniaca prodotta con i processi tradizionali a partire da gas naturale, la cosiddetta ammoniaca grigia, resta la più economica ma anche la più climalterante. L’introduzione della cattura e stoccaggio della CO₂, che porta all’ammoniaca blu, consente riduzioni significative delle emissioni con costi moderatamente più elevati.
L’ammoniaca verde, ottenuta usando elettricità rinnovabile, offre invece quasi l’azzeramento delle emissioni lungo il ciclo di vita, ma comporta costi più alti, legati soprattutto al prezzo dell’energia pulita.
Il ruolo del commercio globale
Lo studio analizza 63 Paesi e mostra come costi ed emissioni varino in base alle risorse disponibili. La Cina appare ben posizionata per diventare un esportatore di ammoniaca verde, mentre il Medio Oriente resta competitivo per le filiere a basse emissioni basate sul gas. In Asia orientale, Paesi come Giappone e Corea del Sud stanno già sperimentando l’uso dell’ammoniaca nella produzione di energia.
Dai dati alle decisioni
La ricerca, pubblicata sulla rivista Energy and Environmental Science, colma una lacuna importante: per la prima volta esiste un dataset armonizzato che consente confronti globali tra tecnologie, costi ed emissioni. Uno strumento utile per decisori pubblici, industria e ricerca.
L’ammoniaca, insomma, non è né una panacea né un problema da scartare. È una scelta strategica, fatta di compromessi misurabili. E nella transizione energetica, sapere dove si paga il prezzo è già un passo avanti.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.