STUDIARE IN CARCERE PER COSTRUIRSI UN FUTURO
L’obiettivo della laurea rappresenta molto di più per le 65 persone detenute nel carcere di Padova o in regime di semi libertà iscritte all’università. Per loro studiare è una forma di evasione, ma soprattutto un’occasione per costruirsi un futuro diverso. E lo sa bene Butungu, originario del Congo che ha iniziato a studiare proprio durante la detenzione e ora parla l’italiano come un madrelingua. Per lui, orfano dall’età di 11 anni, lo studio è un’opportunità per superare pensieri e pregiudizi.
L’importanza dello studio è un concetto che Marius ha invece rappresentato con un uccellino colorato che solleva un detenuto e porta speranza. Una scultura realizzata con 130.000 stuzzicadenti. Queste sono le emozionanti testimonianze di chi studia nel polo universitario del Due Palazzi e condivise in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico in carcere.
Prezioso è il lavoro dei tanti volontari e di oltre 29 tutor dell’università che seguono gli studenti all’interno del carcere ma anche quelli che terminata la detenzione desiderino continuare il percorso di studi.